Haworthia: una piantina elegante e prosperosa

Haworthia: una piantina elegante e prosperosa

L’ Haworthia, della famiglia delle Asfodelacee (Liliacee) è originaria del Sud Africa e comprende circa 150 varianti tutte di piccole dimensioni che solitamente non superano i 20 cm. La sua forma a rosetta e l’assenza di spine la rendono particolarmente amata nelle case. Le foglie cambiano aspetto a secondo della specie e possono essere molto fini e lunghe oppure grassottelle e piccoline. Non producono un fiore particolarmente bello. I fiori sono piccole spighe con colori dal bianco al rossastro e solitamente spuntano tra aprile e settembre.

Viste le piccole dimensioni si consiglia l’impianto su vasi e sopporta molto bene il sole solo per brevi periodi. Se irrigata con continuità nel periodo estivo, ma quando le temperature salgono vanno sospese assolutamente. Messa all’ombra diventa molto prolifica. Il consiglio, comunque, è di non esporla al sole cocente per avere un colore verde vivace.

Il vaso deve contenere un mix di terra molto drenante. Vanno bene un terriccio fertile e lapillo in quantità uguali. Le annaffiature nel periodo estivo devono essere frequenti e regolari. Solo quando le temperature salgono le annaffiature vanno diradate.





Si consiglia l’utilizzo di un concime liquido ogni 15 giorni nelle giuste quantità. In Inverno sopportano temperature basse ma è preferibile un riparo quanto il termometro scende sotto i 5 gradi. In inverno le annaffiature si diradano e basta un poco di acqua ogni mese.

I suoi nemici: i ristagni idrici causano il marciume radicale, spesso letale.

Curiosità: il genere Haworthia è dedicato ad A.H. Haworth (1768-1833), il primo dei grandi botanici a interessarsi specificamente di succulente, compilando la prima sistematica classificazione di queste piante. Possiedono radici fascicolate, lunghe e carnose, che si contraggono nel periodo secco, facendo abbassare la rosetta nel terreno; in questo modo la polvere ricopre le piante e le protegge dalla forte irradiazione solare e da un’eccessiva evaporazione, ma anche dagli incendi ricorrenti nella stagione secca nelle steppe sudafricana.





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