Ad Isnello, nel palermitano, la sagra delle erbe spontanee o selvatiche

Una sagra nel piccolo paese in Provincia di Palermo dedicata interamente alle erbe spontanee o, meglio conosciute, come selvatiche. Una fiera che si tiene nei primi di aprile, già giunta alla dodicesima edizione.

Siamo nelle Madonie, terra ricca di erbe spontanee a volte comune, ma in alcuni casi, tipiche della zona madonita.

Durante la sagra esperti conducono in gite all’area aperta alla ricerca delle erbe e la sera in molti si cimentano nel cucinare piatti dedicate alle verdure raccolte. Alcuni piatti sono da riferirsi aio pastori che durante il pascolo raccoglievano le verdure selvatiche per cucinare prelibati piatti a costo zero.





Sulle Madonie è possibile trovare facilmente il porraccio, porro selvatico, utilizzato si per dare sapore alla salsa o dare sapore al brodo di carne. Tagliato a listelli serve a condine le olive in salamoia o nere. Infine le tenere foglie possono arricchire le frittate.

La regina delle verdure selvatiche è senza dubbio l’asparago, il più ricercato da chi va in campagna alla ricerca di questi prelibati steli.

Hanno un sapore tipicamente amarognolo che le rendono ideale per risotti o per ottime frittate dal gusto deciso. Vanno cotte con poca acqua in padella e poi lessati con olio e limone.

Anche la bietola è particolarmente ricercata. La sua base rossa indica la presenza di betacianina. Va raccolta in primavera . Le sue cime e le foglie possono essere lessate da sole per parte un piatto particolarmente utili per chi segue un regine dietetico. Si può, però, utilizzare per le minestre di fave che vengono raccolte nello stesso periodo e di legumi.

La Borragine è una pianta che presenta una peluria rigida e pungete. Molto apprezzata per il suo particolare sapore cresce e fiorisce tra la fine dell’inverno e la primavera. Della Borragine si può mangiare tutta la pianta quando è giovane oppure la cima e le giovani foglie quando è matura. Si può mangiare come verdura, lessata o in insalata cruda o nella zuppa, ottima con le lenticchie.

Il “Cavolicello”. Si raccolgono le parti giovani ed appena spuntate che escono come figlioletti. Ottima quale contorno alla salsiccia cotta alla brace.

La “Cicoria” in natura raggiunge anche gli 80 cm e si presenta con una leggera peluria con foglie dentate. I fiori sono piccoli con petali gialli.

Si mangiano le foglie basali che si raccolgono appena appaiono. Vanno bollite e condite con olio. Si può ottenere un gustoso pesto e si può utilizzare nelle minestre. Anche i fiori sono commestibili ed utilizzabili nelle insalate.

Poi, nelle zone delle Madonie ci sono verdure spontanee tipiche della zona. Le indichiamo velocemente con i loro nomi locali.

Gli “Arocchi di picurara” è una verdura molto utilizzata dai pastori che la raccoglievano durante il pascolo. Viene raccolta prima della fioritura e bollita. Si condisce con olio. La utilizzavano anche con la ricotta per condire la pasta.

Il “casese” è una specie di finocchio che va consumato sbollentato e condito con olio.

I Carduna sarvaggi sono simili ai cardi e si mangiano alla stessa maniera, pulendoli dalle spine e cucinando la nervatura centrale. Si possono friggere a pastella con farina e uovo. Ottime le qualità diuretiche e depurative.

i “puretti” sono piccoli e vanno mangiati in pastella. Ottimi contro la stitichezza e per le vie urinarie.

Fonte: Cefalù web





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