I cardi e la loro coltivazione

I cardi e la loro coltivazione

Nel periodo invernale nella zona di Palermo amano mangiare i cardi in pastella. Un piatto della tradizione che ha un sapore leggermente amaro che si scontra con la dolcezza della pastella fritta.

Il cardo è una pianta perenne a portamento cespuglioso che nasce anche spontanea nel clima mediterraneo. Si utilizzano le coste per diversi piatti tra cui il cardo in pastella palermitano.





In Sicilia, però, usano anche le coste di diverse specie di carciofo tra cui i “dumisticuna e i domestichicchi”. Il primo è un carciofo tipo romano senza spine, nel secondo i carciofi vengono piccoli e numerosi. Essendo perenni ogni hanno la pianta tende ad allargarsi e verso dicembre o gennaio e fino a febbraio il contadino dirada la pianta togliendo i figli e cucinandoli come cardi ( non si butta via niente).

La differenza con i cardi che per essere morbidi devono essere piantati ogni anno anche se la pianta è perenne.

questo carciofino viene raccolto piccolo e bollito per essere mangiato (domestichicchi)

Fatta questa differenza tra cardi derivanti dai carciofi e cardi coltivati allo scopo di avere le coste da cucinare entriamo nel merito della coltivazione del cardo (per il carciofo faremo un articolo a parte).

Intanto chiariamo quali sono le condizioni climatiche che sono alla base della coltivazione. Essendo adatto al clima mediterraneo ovviamente ama un clima temperato, però, sopporta talmente bene il freddo che può essere coltivato anche nelle zone fredde e in montagna riducendo il tempo di crescita. Teme solo le gelate e questo può essere risolto con una piccola serra fredda o con un tunnel.

Comunque sia è possibile coltivare il cardo anche in ambienti freddi.

Il terreno deve essere ricco di materiale organico e tendente all’argilloso. Come tutte le piante teme i ristagni idrici e un terreno troppo duro ne favorisce il ristagno. Quindi terreno morbido e ricco di azoto ed altri elementi derivanti da concime organico come lo stallatico.

Si può procedere acquistando le piccole piante già cresciute oppure andare con il seme. Nel secondo caso occorre fare una buca e posizionare il seme a circa 15 cm di profondità. Si ricopre la buca con terra arricchita di letame maturo. Questa semina deve avvenire tra marzo e giugno a secondo delle zone. Quando comincia a far caldo la pianta va innaffiata regolarmente per tutto il periodo estivo.

Se si procede alla dimora delle piantine già cresciuto si può procedere all’impianto verso agosto in Sicilia o anche prima in altre parti d’Italia. Una volta messe a terra vanno regolarmente concimate e innaffiate.

Dovete tener presente che il portamento cespuglioso prende notevole spazio, quindi, dovete lasciare almeno 70 cm tra le buche o le piante. Questo permetterà poi di effettuare operazioni di sarchiatura per togliere le erbe infestanti e per chiudere la pianta per fare lo “sbiancamento”.

In sostanza si chiude la pianta in un involucro scuro  a cilindro lasciando solo le punte fuori. Questo fa crescere la costa bianca e tenera per essere poi raccolta.

Dopo aver chiuso la pianta nei primi di ottobre si potranno raccogliere le coste tra dicembre e gennaio e tenere la pianta sempre viva per fare altre coste.

Ovviamente se si semina le piantine si devono prima diradare e lasciare le due più forti e rigogliose.

La coltivazione dei cardi o dei carciofi è molto semplice e non richiede tanti interventi dell’uomo. Alla fine avrete un ortaggio delicato e gustoso senza aver fatto tanta fatica.





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