I piridda, la frutta della famiglia

I piridda, la frutta della famiglia





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La frutta dei contadini oggi sono una memoria. Infatti i contadini utilizzavano una piccola parte della terra per piantare alberi da frutta varia che coprivano tutti i mesi dell’anno.





Un accorgimento necessario alla sussistenza della famiglia del contadino che traeva vantaggio dalla piccola produzione di frutta da destinare all’uso familiare.

Questa frutta non veniva venduta se non raramente  e solo nella prossimità del campo. Questo lavoro del contadino ha prodotto nel tempo diverse varietà di frutta che oggi sono considerati i frutti della memoria perchè l’economia ne ha cancellato la storia.

Vi riporto un caso personale. Mio padre nei suoi piccoli appezzamenti di terra lungo la strada di accesso al podere aveva piantato un tipo di frutta e tutte le sue varianti. Cosi in un appezzamento di terra aveva una lunga fila di alberi di pero che contavavo una decina di specie diverse. Una che amavo e che tuttora coltivo come memoria è il piriddo o pirazzuolo che, forse, par farlo capire ai bambini di oggi sono pere mignon.

Una varietà precoce che in Sicilia matura a giugno e dura circa un mese. Sono pere piccoline dall’esterno fragile e verde chiaro con una polpa succosa e morbida e di una eccellente dolcezza. Ovviamente vanno mangiate mature all’albero per esaltarne il sapore e la polpa.

Questi alberi che possiedo e che incredibilmente sono di tre o quattro specie diverse sono il frutto di innesti su altre piante di pero effettuate da mio padre.

Ogni anni sono disponibile a diffonderne la razza mediante la raccolta di innesti da effettuare in zona. E sono in molti che mi chiedono piccoli rametti per fare gli innesti.

Mi sono ripromesso di estendere il numero di questi alberelli e, già, dal prossimo anno cercherò di farne almeno cinque. Sono una pianta tipicamente siciliana che si è adattata al clima e alla natura della nostra terra. Un adattamento riuscito benissimo e che regala enormi soddisfazioni. Sono la memoria di mio padre che oggi non c’è più ma che mi ha donato degli alberi che ne mantengono in vita il ricordo.

Quando mi capita di regalarne qualcuno dico con fierezza che sono il lavoro duro di mio padre.

La prossima volta vi presenterò i rapparini. Un frutto che somiglia alle “pruna” o susine ma che quando si mangiano mature sono ben altra cosa.   Anche questo è un lascito su un altro terreno e che serviva a rifornire di frutta la famiglia alla fine di giugno… appena finivano i piridda.





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