Viole del pensiero e l’annuncio della primavera.

Zeus, padre degli dei, e Demetra, dea della terra e dell’agricoltura, avevano una figlia bellissima, Persefone, di cui un giorno Ade, dio dell’oltretomba, s’innamorò talmente da rapirla e portarla nel suo regno.

Demetra disperata vagò nove giorni e nove notti per cercarla, e la terra cadde nella desolazione: le piante morirono e la carestia devastò il territorio, finchè Zeus mandò Ermes dal fratello Ade, il messaggero degli dei, per riportare Persefone da sua madre.

Si arrivò ad un accordo: Persefone avrebbe passato quattro mesi agli Inferi e il resto dell’anno, tra la primavera e l’autunno, sarebbe stata con sua madre. Demetra, placata, ritornò sul Monte Olimpo e la terra fu di nuovo fertile e feconda.

Quando all’inizio della primavera Persefone tornò per la prima volta tra i vivi, la terra l’accolse creando per lei dei nuovi fiorellini festosi, delicati e vellutati come i suoi occhi, dei veri “pensieri d’amore” nacquero così le “viole del pensiero”.

Da allora esse ritornano puntuali ogni anno, a Primavera per festeggiare Persefone, la dea che rappresentava la rinascita della natura in primavera, che ritorna sulla terra.
Da sempre il significato della viola è legato all’amore, all’amore tra madre e figlia, ali innamorati, a chi non vuole essere dimenticato e regalando una viola vi chiede di pensarlo.

Giuseppe De Palma





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