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Il riso prende strada in Sicilia. A Lentini oltre 150 ettari coltivati.

Per guardare al futuro bisogna girarsi verso il passato. La Sicilia era una buona produttrice di riso e non a caso uno degli alimenti più conosciuti è l’arancina o arancino (a Catania). Moltissime erano le risaie in appezzamenti di terreno che erano paludose di natura. Poi i Savoia ed, infine, il Fascismo hanno messo una pietra sopra questa produzione puntando ad altre colture. I campi furono bonificati e coltivati sopratutto a cereali.

Nel 2006 un gruppo di ricercatori, agricoltori ed esperti hanno riproposto la coltivazione del riso nelle campagne di Lentini. Sei ettari sperimentali in terreni che erano stati predisposti con un livellamento meccanico alla coltivazione del riso senza che ci fosse la necessità di allagare i terreni e renderli paludosi. Un lavoro meccanico costoso che, però, ha portato al vantaggio di utilizzare poca acqua per la coltivazione del riso. Tutto questo grazie alla pendenza ed a un sistema irriguo calibrato a misura.

I terreni poco sfruttati, inoltre, hanno permesso di ottenere la certificazione biologica nella produzione del riso per un mercato sempre più ampio e consapevole. Oggi il riso è coltivato nella Piana di Catania tra Augusta, Lentini, Carlentini, Francofonte, a Ramacca, a Paternò, a Belpasso e lungo il fiume Simeto. E anche nell’Ennese.

Un problema, però, è la lavorazione del riso dopo la raccolta e per renderlo idoneo alla vendita. Si chiama Sbramatura del riso e gli agricoltori siciliani sono costretti a utilizzare degli impianti del Nord Italia con aggravio di costi. Si sta lavorando per un impianto di trattamento del riso a Catania che permetterà di ridurre i costi di produzione.

Si può acquistare on line questo riso da agricoltura biologica del tipo Arborio che si presta per risotti e insalate e che impiega circa 18 minuti per la cottura e si amalgama benissimo con gli altri ingredienti.

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