Galla della quercia provocata dall’imenottero Andricus quercuscalicis.

Sin dall’antichità le galle delle querce, ricche di tannino, sono state largamente usate nella tintura, per fabbricare inchiostri e nella concia delle pelli, ma anche in medicina per via delle loro proprietà astringenti. In alcuni paesi, come la Turchia, ancora oggi si utilizzano le noci di galla per la colorazione vegetale dei tappeti.

L’inchiostro ferrogallico così detto, ha nelle noci di galla l’ingrediente principale della ricetta. I tannini di cui le galle di quercia sono più o meno ricche, a seconda delle variabili ambientali, venivano fatti reagire con del solfato ferroso e la magia è fatta.

L’inchiostro ferrogallico è un tipo di inchiostro nero generalmente a base acquosa. Quest’inchiostro penetra profondamente nelle fibre della carta, risultando quasi indelebile. Per la facilità di produzione ed il suo costo ridotto è stato utilizzato dal medioevo almeno fino all’inizio del XX secolo.





Il sig. Giuseppe Agnelli ci ricorda che le galle erano anche usate come primordiali galleggianti per le reti da pesca, proprio da ciò i termini “stare a galla”, “galleggiare”.

Giuseppe De Palma









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