Il tipo di terreno e come renderlo perfetto alla coltivazione

I terreni si possono dividere in argillosi, sabbiosi, calcarei, salsi, umiferi. Sono terreni argillosi tipici quelli maggiormente compatti. Per questa loro caratteristica si lavorano con molta fatica e non lasciano circolare agevolmente l’acqua, che, a causa di ciò, difficilmente può arrivare negli strati profondi e, fermandosi alla superficie dà luogo ad una caratteristica mota appiccicosa che poi, disseccandosi, diviene una dura crosta con screpolature anche profonde. Questi terreni si riscaldano e perdono il calore piuttosto lentamente.

Le terre sabbiose sono invece sciolte e lasciano passare l’acqua con grande facilità senza pericoli di ristagno; d’altra parte proprio per questa loro caratteristica di asciugarsi rapidamente richiederebbero acqua molto spesso. Non sono ricche di nutrimento per le piante. Si riscaldano velocemente ma non trattengono calore.

Le terre calcaree sono chiare; se ne sfariniamo una zolletta un leggero strato ci resta attaccato alla mano. Se esposte a sorgenti di calore lo assorbono con rapidità ma trattengono tanto questo che l’acqua solo per brevissimo tempo e, seccandosi, fanno una crosta in superficie.

I terreni salsi possono avere origine vulcanica o derivare da un terreno dove si siano riversate acque salate di fiume; ma per lo più si trovano in vicinanza del mare, ricoperti in antico dalla massa di acqua salata che ritirandosi ha lasciato ]a terra fortemente impregnata di sali.

I terreni umiferi sono specialmente quelli generatisi da ammassi di vegetali che si sono decomposti formando quella materia scura che si chiama humus e che si trova anche nei boschi per la decomposizione dei frammenti delle piante che possono cadere sul suolo. I terreni con moltissimo humus e poca calce sono acidi.

In tutti i terreni è contenuta anche se in piccola quantità l’argilla, prezioso elemento base che regola l’assorbimento delle sostanze nutritive da parte delle piante, la circolazione dell’acqua etc.. Tra i due estremi: terreni sabbiosi (con minime tracce di argilla) e terreni argillosi tipici (dove una quantità esagerata di argilla e minima di sabbia rende quasi impossibili le coltivazioni) abbiamo termini intermedi di terreni in cui troviamo l’argilla in quantità scarsa oppure un po’ troppo abbondante, e finalmente l’ottimo quando sabbia e argilla sono mescolate in modo da formare il terreno cosiddetto « di medio impasto ».

IL TERRENO DA ORTO

Quest’ultimo tipo di terreno sarebbe l’ideale per l’impianto di un orto perché facilmente lavorabile per il contenuto in sabbia e molto fertile per il contenuto in argilla. La sabbia lascia circolare l’acqua nel terreno mentre l’argilla ne impedisce il disseccamento troppo accentuato. Naturalmente non dovrebbe mancare la materia organica o humus che rende la terra più fertile e capace di assorbire calore.

La terra dovrebbe essere piuttosto profonda in modo che le radici delle piante avessero agio di svilupparsi liberamente e terminare non sulla roccia che potrebbe far ristagnare l’acqua ma con uno strato di ghiaia che facesse da fognatura naturale.

IL NOSTRO TERRENO

Come si può ridurre il terreno che abbiamo a disposizione più simile possibile al tipo ottimo che abbiamo or ora considerato? Agiremo diversamente a seconda della sua natura:

a) Terreno argilloso
Se ci troveremo di fronte ad un terreno argilloso dovremo lavorarlo ripetutamente per favorire lo smaltimento delle acque, renderlo meno compatto con 10-20 gl. ad ettaro di gesso agricolo o calce ogni 4 anni, che si interra con una aratura superficiale prima dell’inverno. In primavera si seminerà una cultura cerealicola. Al momento della lavorazione delle stoppie si interra da 500 a 600 ql. ad ettaro di letame naturale mescolati con 10 ql. ad ettaro di fosforite macinata. Dopo qualche anno di questo trattamento il terreno potrà essere adibito a coltura ortiva.

b) Terreno sabbioso
Quando il terreno è sabbioso, si abbondi in concimazioni a base di concimi organici (letame, sovesci) e chimici. Se è possibile si irrighi con acque torbide che contengano in sospensione argilla o calcare e vi si sparga calce.

c) Terreni calcarei
Quando un terreno contiene calcare in quantità troppo grande si corregge con concimazioni organiche, sovesci, acque torbide contenenti sabbie e argilla.

d) Terreni salati
Se il terreno è salso si fanno affossature che favoriscono lo scolo dell’acque piovane e di irrigazione in modo che possano portar via il sale dal terreno. Si concima con solfato di calcio.

e) Terreni umiferi
Spesso i terreni umiferi, convenientemente analizzati e studiati, risultano avere reazione acida e allora, come tutti i terreni che hanno tale reazione, bisogna cercare di correggerli con calce e spandervi scorie Thomas, fosfammonio o fosfammonio potassico (invece dei perfosfati) e letame.
Se poi il terreno difetta di un substrato ghiaioso naturale o comunque ne sia reso difficile lo smaltimento delle acque bisogna ricorrere o alle affossature, che saranno tanto più profonde e capaci quanto più il terreno sarà compatto, o ad appositi canali di drenaggio.

Leggi su Nati per Terra

Ultimi articoli sul sito:
  • Il tipo di terreno e come renderlo perfetto alla coltivazione
    I terreni si possono dividere in argillosi, sabbiosi, calcarei, salsi, umiferi. Sono terreni argillosi tipici quelli maggiormente compatti. Per questa loro caratteristica si lavorano con molta fatica e non lasciano circolare agevolmente l’acqua, che, a causa di ciò, difficilmente può arrivare negli strati profondi e, fermandosi alla superficie dà luogo ad una caratteristica mota appiccicosa
  • Cipresso Arizonica o dell’Arizona
    Conosciuto come Cupressum Glabra o cipresso dell’Arizona è appunto originario degli Stati Uniti, nella parte centrale dello stato dell’Arizona, dove forma grandi foreste. La pianta ha una altezza che varia tra i 7 ed i 18 metri, un diametro di 3 – 5 metri con il tronco ed i rami secondari eretti che, nell’insieme, conferiscono
  • Cipresso sempervirens o italico, quello comune
    In Italia è caratteristico, insieme agli ulivi, del nostro paesaggio italico. Proprio per questo motivo è chiamato cipresso italico o comune. E’ un albero molto longevo e, in condizioni ideali, può vivere per millenni e può raggiungere altezze di oltre venti metri con in tronco diritto e colonnare: i rami eretti e molto vicini al
  • Il Parco Faunistico del Monte Amiata in Toscana
    Scarpe comode per chi decide di avventurarsi nel Parco Faunistico del Monte Amiata, Le visita, infatti, si effettuano esclusivamente a piedi tutti i giorni dall’alba al tramonto con l’obbligo di seguire i sentieri e di sostare nei punti attrezzati. Frutto di un programma di riqualificazione, il parco, sul versante nord-est del Monte Labbro, si ispira
  • Cipressi: rivalutarli per il giardino
    Conosciamo i cipressi perchè spesso li vediamo nei cimiteri e abbiamo, quindi, associato a questa pianta il luogo di riposo eterno. Sono, invece, piante vitali, odorose, frangivento. In una parola: belle. Protagonista di una delle più belle poesie di Giosuè Carducci, “Davanti a San Guido”, il cipresso è un albero tanto tipico della nostra penisola
  • Parco Naturale dell’Isonzo in Friuli Venezia Giulia
    A far parte del parco è il tratto italiano dell’Isonzo. Nel parco si incontrano, altri ad ambienti di velma (zone che emergono con la bassa marea), le barene (isolotti emergenti) ricoperte da una ricca vegetazione resistente alla salinità. Nella zona del Ripristino, attualmente sono stati attrezzati punti di osservazione che consentono di ammirare da vicino,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.