Sicilia e siccità: chiesto lo stato di emergenza

Sicilia e siccità: chiesto lo stato di emergenza

Ormai il problema della siccità è un argomento del giorno. Non possono bastare le piogge di questi giorni per uscirne. Infatti, nell’isola rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si registra un meno 25 % negli invasi. Questo significa che, ad esempio, Amap a Palermo pensa già ai turni di erogazione dell’acqua in città e nelle campagne gli agricoltori corrono il rischio di perdere le colture in corso ed hanno paura di seminare per le colture estive.

In provincia di Enna, secondo la Cia, il grano duro rischia di seccare. Nella piana di Catania gli agricoltori hanno gli agrumeti a secco con ripercussioni sulla qualità del raccolto, specialmente di tarocco moro e sanguinello.





Sul servante della politica la Regione ha chiesto poteri speciali a Roma. Si tenta cosi di arginare la siccità migliorando la rete di distribuzione e gli invasi. Con poteri speciali sarà più facile intervenire con gli appalti e velocizzare l’iter burocratico. Si pensi solo allo stato della conduttura di Scillato che serve la città di Palermo. Una potenzialità di mille litri al secondo per uso potabile che viene ridotto a 400 litri al secondo per una frana che ha compromesso la conduttura.

In agricoltura i numeri fanno paura. Al 31 gennaio il bollettino sul livello degli invasi dell’isola sembra quello di guerra: sono presenti 177,8 milioni di metri cubi d’acqua contro una capacità d’invaso da 830 milioni di metri cubi.

Tra dicembre e gennaio si contano 6,36 milioni di metri cubi in meno. Cioè non cadendo pioggia gli invasi in inverno perdono in quantità.

Lo scorso 31 gennaio (2017) negli invasi erano presenti 237 milioni di metri cubi. Cioè il 25 % in più rispetto ad oggi. Una tendenza che non si arresta negli ultimi anni.

A pagarne le conseguenze maggiori sono gli agricoltori che vedono le loro colture a secco ora e dovrebbero programmare la stagione estiva anche economicamente con il rischio di non poter irrigare i propri campi. Gli agrumeti stanno già soffrendo la “fame” di acqua e per loro l’estate potrebbe essere nefasta.

L’assessorato regionale all’agricoltura ha richiesto la dichiarazione di stato di calamità naturale lo scorso dicembre. Nello stesso periodo in cui i sindacati e le confederazioni del settore lanciavano gli allarmi per la situazione disastrosa delle aziende agricole.

 

Anche la zootecnia ha difficoltà. I piccoli laghetti artificiale nei fondi agricoli sono quasi asciutti e il bestiame potrebbe avere difficoltà nell’abbeverarsi.  Senza parlare poi dei pascoli che sembrano secchi nonostante il periodo.

 

Rimane solo sperare in un clima più clemente che conceda pioggia abbondante nei prossimi mesi e che consenta agli  invasi di riempirsi. Una tendenza però che negli ultimi tre anni non è mai avvenuta…





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