A Montemaggiore si recupera l’antica coltura del Pisello Polito

A Montemaggiore si recupera l’antica coltura del Pisello Polito

É di questi giorni la notizia secondo cui a Montemaggiore si starebbe tentando di recuperare l’antica coltura del pisello Polito.
Negli anni del Boom Economico questo particolare tipo di legume ha costituito una delle principali fonti di reddito per moltissime famiglie. É ancora vivo nell’immaginario collettivo il ricordo di quei camion che partivano carichi di piselli dirigendosi verso i principali mercati siciliani. Negli anni, l’abbandono dei campi per andare a lavorare in fabbrica e l’assoluta assenza di politiche agricole atte a favorire le iniziative imprenditoriali dei piccoli produttori hanno costituito le principali cause di rovina per il commercio e la coltivazione del pisello Polito. L’avvento delle grandi multinazionali, anche in campo alimentare, ha fatto il resto.

Chi ricorda ancora quegli anni parla di Montemaggiore come “il più grosso centro agricolo del circondario”.

Un’iniziativa lodevole che arriva, insieme ad altre, alla vigilia delle elezioni e che non godrà forse del tempo necessario.





A contattarci per parlarcene è stato l’assessore Fabio Castiglia: “Il progetto si svilupperà nell’arco di tre anni, come primo step abbiamo realizzato un campo sperimentale presso la nostra Area Mercatale in cui, una parte del legume ottenuto, verrà analizzato per delinearne le caratteristiche morfogenetiche e verrà confrontato con altre specie coltivate nel territorio.

Una parte verrà poi utilizzata per la creazione dei semi che negli anni successivi serviranno ad incrementare la produzione per la distribuzione ad aziende e produttori locali; l’esempio che si vuole seguire è quello dei programmi di sostegno già avviati per il recupero e la valorizzazione di specie e varietà di altre leguminose come la Lenticchia di Villalba, il Fagiolo Badda di Polizzi Generosa e la Fava di Leonforte, molto richiesti dai mercati internazionali e coltivati con metodi tradizionali e sostenibili.”

“Il progetto – si legge nel comunicato stampa inviatoci dal comune – nasce da una sinergia tra l’Amministrazione Comunale e l’associazione ‘Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia’, con il supporto fornito dall’Università di Palermo attraverso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali.”
Sarà la dott.ssa Irene Marraffa la consulente dell’amministrazione e la referente del progetto, che inoltre coordinerà i lavori dei giovani agronomi locali: Domenico Centanni, Luca Cascio e Giuseppe Runfola. L’Avvocato Claudia Di Gati curerà gli aspetti legali.

Sempre secondo il comunicato: “L’equipe di progetto, raccoglierà le testimonianze di produttori, operatori e cittadini anziani, valorizzando così, attraverso testi, disegni, fotografie, interviste e video il patrimonio agroalimentare montemaggiorese che costituisce, al pari di quello artistico-culturale ed ambientale, una grande potenzialità per lo sviluppo turistico ed economico locale”.
L’obiettivo sarebbe poi quello di realizzare un blog che raccoglierà le pratiche agricole ed enogastronomiche documentate nella prima fase.

Un progetto ambizioso che speriamo non si perda nel marasma dell’avvicendamento amministrativo che gli abitanti del piccolo centro si troveranno a fronteggiare nei prossimi mesi. Un’iniziativa, ci auguriamo, non solo politica ma attuata nel reale interesse collettivo.

 

Articolo di Lorenzo Catalano per TelevideoHimera





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