Arrojadoa Rhodantha, pianta grassa da giardino e da casa.

Questa pianta è originale del Brasile, precisamente nella zona orientale del paese, nella caatinga che ricopre la Sierra di Piauhy. Questa pianta è la specie tipo sulla quale Britton e Rose costituirono il loro nuovo genere. Il nome lo hanno dato in memoria dell’ingegnere brasiliano Arrojadoa che esplorare le zone desertiche del Brasile tra la fine dell’Ottocento e gli inzi del Novecento. La seconda parte del nome invece deriva dalla caratteristica del suo fiore, dal greco “Rhondon” che significa rosa e da “Anthos”, fiore.

Essa ha fusto cereiforme, lungo da 1 – 2 metri e con un diametro tra i due ed i 5 centimetri, dapprima eretto, quindi prostrato o sarmentoso, ramificante per lo più dalla base oppure con corti articoli cilindrici.

Le costolature, piuttosto piatte, sono 10-12, con areole distanziate di circa 1 cm, tormentose e brunastre. Le spine radiali solo circa 20, aghiformi, brune, ma divengono biancastre con l’invecchiamento; quelle centrale di differenziano poco: sono 5-6, più forti e più lunghe e inizialmente bruno scuro.





All’apice dei fusti e delle ramificazioni, la crescita è accompagnata da un cefalio formato da una massa lanosa lunga 1-2- cm, brunastra, e da parecchie setole rosso brune lunghe fino a 3 cm.

I fiori solitari alle areole superiori del fusto, apparendo però spesso contemporaneamente ,cosi da sembrare raggruppati. Il frutto è piccolo e rotondeggiante od oblungo, purpureo.

La sua particolare coltivazione in vaso permette di farlo crescere nei nostri giardini italiani e, specialmente, al sud Italia con successo. Una coltivazione idonea è basta su piccoli accorgimenti necessari: partendo dal terriccio sabbioso e leggermente acido, ben drenante. La concimazione deve avvenire spesso con bassi dosi di nutrienti.

La posizione deve essere a mezz’ombra e mai al sole diretto. Specialmente al Sud. Le innaffiature nel periodo dalla primavera all’autunno devono essere costanti. Bisogna, però, far asciugare il terriccio tra le innaffiature, senza però far seccare troppo il terriccio. In inverno deve rimanere asciutta e posizionata in un luogo ad una temperatura non inferiore ai 10 gradi. Soffre troppo l’umidità alle radici e la pioggia invernale. Facilmente attaccata dai funghi che provocano il marciume.

La propagazione avviene per talea.









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