I rinvasi delle piante grasse tra febbraio e marzo

I rinvasi delle piante grasse tra febbraio e marzo

Il rinvaso di una pianta deve essere fatto per diversi ordini di motivazione. Si rinvasa per cambiare una terra ormai esausta o per cambiare un vaso con uno piu’ grande, perche’ ormai le radici hanno riempito tutto il vaso o per togliere la torba in cui di solito sono coltivate le piante appena acquistate o anche per un controllo delle radici che potrebbero essere attaccate da parassiti .

Quando rinvasare? solitamente conviene rinvasare prima che la temperatura si alzi per poter usufruire del risveglio primaverile della pianta e avere un’immediata emissione delle radici. E’ utile per controllare le radici da eventuali infestazione da cocciniglia, ma si puo’ rinvasare tutto l’anno avendo l’accortezza di seguire delle semplici regolette.

Se si procede al rinvaso in periodo invernale si lascia la pianta rinvasata a secco tutto l’inverno per innaffiare quando la temperatura si alzerà’ e arriverà’ sui 15 gradi di minima.





Solitamente una pianta appena acquistata va rinvasata subito in quanto quelle che provengono da garden o da riproduzioni massive sono invasate in torba ottima per farle crescere velocemente in ambienti controllati, ma assolutamente deleteria per i nostri metodi di coltivazione, infatti la torba o resta troppo a lungo inzuppata d’acqua o secca completamente diventando dura e refrattaria all’acqua , a causa di ciò la pianta sara’ destinata a morte nel 80 % dei casi o per marciume radicale o per asfissia delle stesse .

Per procedere al rinvaso bisogna accertarsi che il terriccio sia ben secco e non innaffiato da almeno 10 giorni, per poter maneggiare bene una grossa pianta con grosse spine solitamente si usa del polistirolo in cui si infilzeranno le spine e si potrà maneggiare comodamente la pianta, per le piante piu’ piccole basta circondare la pianta con del giornale ripiegato piu’ volte su se stesso o una vecchia asciugamano .

Quando si svasa una pianta ben asciutta si toglie tutto, ma proprio tutto, il terriccio dalle radici anche lavandole con un forte getto d’acqua. Si toglieranno anche parte dei capillari e si lascierà la pianta dai 7 ai 15 giorni a radice nuda in luogo fresco ombreggiato e asciutto in modo da far rimarginare le ferite. Dopo questo periodo di stabulazione si puo’ procedere all’interramento delle radici in terriccio appropriato.

Dopo aver interrato la pianta lasciarla altri 7 – 10 giorni a secco senza innaffiare perche’ si rimarginino eventuali ferite che causeremo durante l’operazione e ( un buon terriccio di base puo’ essere costituito da una parte di terra di campo mezza di terra di foglie ben matura una parte di lapillo ed una di pomice) come contenitori bisogna usarli di dimensioni e forme adeguate alla radice (non userò una ciotola per delle piante con grosse radici napiformi, ma un vaso piu’ alto che largo e viceversa per piante che hanno parecchi capillari )

Il vaso puo’ essere di terracotta o di plastica tenendo conto che il vaso di plastica mantiene piu’ tempo l’umidita’ e se nero riscalda piu’ velocemente se esposto al sole, di contro il vaso di terracotta essendo molto poroso facilita l’evaporazione e l’attaccamento dei capillari alle pareti del vaso rendendo piu’ difficoltoso il rinvaso successivo.

Solitamente si procede al rinvaso ogni due o tre anni se si rinvasano dei ferocactus o echinocactus o mammillarie si puo’ procedere al taglio delle radici lasciando le principali di lunghezza di circa 3-5 cm in modo da far crescere la pianta in contenitori contenuti e non usare vasi sempre piu’ grandi. E’ sempre preferibile tagliare le radici con forbici o coltelli ben affilati anzicche’ strapparle con il pane di terra; nei rinvasi degli ariocarpus, delle uebelmannie e melocactus (specialmente se con cephalium) si deve cercare di arrecare meno danni possibili alle radici perche’ mal sopportano i rinvasi stessi.

Testo scritto da Danilo Martinelli su un gruppo Facebook dedicato alle piante grasse





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