La lavanda prende campo in Italia. Tappeti profumati dove vien voglia di dormire…

Perdere la vista in un campo di lavanda in fiore è una emozione che non è solo riservata ai fortunati che vivono in Provenza. I campi profumati e colorati di lavanda li potete trovare sparsi in tutta Italia e sono coltivati per dare materia prima a tantissime piccole aziende che producono essenza o prodotti naturali a base di questo splendido fiore.

Anche in Sicilia è possibile ammirare e sentirne l’odore nei pressi di Castellana Sicula, in provincia di Palermo. Un campo abbastanza grande da ammirare e che in fiore ti richiama e vorresti dormire tra le righe viola e vivere dentro un quadro che la natura ha dipinto per noi.

Il nome della lavanda deriva da «lavare» perché fin dall’antichità questa pianta era impiegata principalmente per profumare l’acqua con cui ci si detergeva. Gli antichi romani usavano i fiori di lavanda per deodorare i bagni termali e nel Medioevo i profumi più pregiati erano proprio a base di questa pianta dalle virtù calmanti, anti stress e antinfiammatorie.





Il suo profumo allevia ansia e nervosismo e stimola la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore.
Una piantina di lavanda da tenere sul balcone potrebbe risultare utile non sono come REPELLENTE contro insetti e zanzare ma anche per produrre una LOZIONE TONICA meravigliosa.

Vediamo come…
Unire 50 gr di fiori di lavanda, 30 gocce di olio essenziale di lavanda e 500 ml di aceto di mele, lasciar macerare per tre settimane agitando spesso il recipiente e poi filtrare, aggiungendo infine una dose pari di acqua distillata.
Usare la lozione come tonico per un viso luminoso. I fiori di lavanda sono ottimi anche per uno SCRUB corpo ultra delicato, basta mescolarli con sale fino e olio di mandorle dolci e procedere a un delicato massaggio prima della doccia.

“La lavanda cresce in luoghi assolati, sassosi, secchi, e li allieta con il suo colore intensissimo, creando fuggevoli cuscini odorosi dove si sarebbe tentati di sdraiarsi per avere il letto più bello del mondo.”
Sara Elke Caldozzo





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